giovedì, Maggio 26, 2022

Nei ristoranti di Milano arrivano i primi contenitori riutilizzabili per l’asporto

Un progetto, una rete di ristoranti e di locali per ridurre i rifiuti e la plastica usa e getta. Col riutilizzo degli imballaggi

Simone Fant
Simone Fant è giornalista professionista. Ha lavorato per Sky Sport, Mediaset e AIPS (Association internationale de la presse sportive). Si occupa di economia circolare e ambiente collaborando con Economia Circolare.com, Materia Rinnovabile e Life Gate.

Nell’ambito del bando Cariplo Plastic Challenge 2020 e dalla partnership tra l’associazione Giacimenti Urbani e la Scuola Agraria del Parco di Monza, è nato NoPlà AGain, un progetto milanese che punta in modo deciso sul riuso come strumento chiave per il contrasto alla plastica usa e getta e alla riduzione dei rifiuti in generale. Il sistema basato sul modello “prodotto come servizio” vede gli utilizzatori del servizio pagare una cauzione per il ritiro dei contenitori riutilizzabili per il proprio asporto.

In tutti i locali aderenti al progetto si può acquistare il contenitore per il cibo al costo di 10 euro e quello per le bevande al costo di 5, in sostituzione dei contenitori usa e getta dell’asporto. Il cliente può anche scegliere semplicemente di restituire il contenitore recuperando la cauzione e facendolo lavare dal locale.

Danilo Boni, uno degli ideatori e del progetto, ci ha raccontato com’è nata l’idea di NoPlà AGain: “Occupandomi di progetti di sostenibilità ho sempre pensato che occorressero maggiori sforzi per contribuire alla riduzione dei rifiuti. Qualche anno fa all’interno del network di Zero Waste Europe, essendo un attivista di Zero Waste Italy da più di 10 anni, ho conosciuto questa realtà virtuosa svizzera reCircle. Durante la pandemia, confrontandomi con altri attivisti di Zero Waste Italy (Enzo Favoino e Maurizio Bertinelli) e Donatella Pavan dell’associazione Giacimenti Urbani, abbiamo pensato di presentare il nostro progetto NoPlà AGain con il quale siamo riusciti a vincere il bando Cariplo Plastic Challenge 2020 ed ora stiamo facendo questo test su Milano”.

NoPLà AGain
Danilo Boni

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Il modello di reCircle

Il modello, dunque, è quello di reCircle, un’impresa sociale nata nel 2016 in Svizzera specializzata nella fornitura di contenitori riutilizzabili per piatti e bevande per l’asporto, campus universitari, aziende ed altri soggetti. Al momento è operativa e consolidata in Svizzera e Germania ma con l’ambizione di esportare il modello in altri Paesi con alcune iniziative in fase di definizione o in partenza in Estonia, Danimarca, Germania, Paesi Bassi e Italia.

Riduzione usa e getta, incentivi legislativi assenti

“A mio parere siamo in estremo ritardo rispetto ad altri Paesi – ci spiega Boni davanti al ristorante Salefino, uno dei locali dove il test sta funzionando meglio – in primis da un punto di vista legislativo: questo tentennamento sulla plastic tax non ha fatto altro che fornire un alibi alla lobby dei contenitori usa e getta nel continuare a produrli o comunque dormire sonni tranquilli”. In un primo momento l’imposta sul consumo di plastica monouso (45 centesimi di euro per ogni chilo venduto) sarebbe dovuta entrare in vigore a luglio 2020. Poi, dopo diversi rinvii, è stata posticipata al 2023 tra le polemiche degli ambientalisti. La plastic tax avrebbe sicuramente incoraggiato a cambiare mentalità e atteggiamento verso il packaging usa e getta, ma secondo Boni: “Non si può aspettare che tutto parta dalle istituzione, si possono e si devono lanciare progetti rivoluzionari anche senza incentivi o leggi ad hoc che li appoggino. Chiaro: senza nascondere le difficoltà”.

Le resistenze però non si incontrano solo in campo legislativo. “Abbiamo pensato di proporlo cercando di creare degli incentivi – spiega Maurizio Bertinelli -, perché le prime resistenze da parte dei gestori dei locali riguardavano il costo dell’abbonamento. Allora per un test sperimentale come questo, abbiamo deciso di fare pagare solo i contenitori. Avendo un approccio ambientalista cerchiamo di capire se il gestore è sensibile a questo tipo di tematiche come la sostenibilità”.

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Un cambio di mentalità

“Noi siamo molto attenti alla sostenibilità – sottolinea Lia, chef e proprietaria del ristorante Salefino che ha aderito al progetto NoPlà AGain –  già da diverso tempo usiamo il vetro riutilizzabile. Per un periodo siamo passati anche al compostabile, ma facendo molto asporto abbiamo visto che, oltre ad essere particolarmente caro, viene buttato come la plastica. Anche se i contenitori sono compostabili, l’obiettivo era quello di ridurre la quantità di rifiuti in generale”.

Salefino NoPLà AGain
Salefino

Dawali, VegAmore, Giardino di Giada e La Nena Bistro sono i locali, oltre a Salefino, che finora hanno aderito al progetto NoPLà AGain.  L’idea è quella di creare un circuito di locali in cui i clienti possano prendere il proprio pasto in un contenitore riutilizzabile in un locale e poterlo riconsegnare, anche dopo qualche giorno, nello stesso o in un ristorante diverso.  “Questa è la rivoluzione culturale contro l’uso e getta che vogliamo contribuire a creare- dice Lia – un po’ come qualche anno fa quando è stata introdotta la borraccia per ridurre o limitare l’utilizzo delle bottigliette di plastica”.

Il cambio di mentalità richiesta alle persone che hanno determinate abitudine richiederà tempo . “Non c’è diffidenza verso il progetto, che di solito incuriosisce molto – sottolinea -. Il problema principale è la pigrizia, molta gente si dimentica di riportare il contenitore, per esempio”.

Vegamore NoPLà AGain
Vegamore

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Dove punta Noplà AGain

NoPlà AGain vuole coinvolgere entro la fine del progetto (settembre 2022) 40 locali tra ristoranti, gastronomie, locali che fanno asporto e le caffetterie (qui la mappa dei locali che finora hanno aderito). In parallelo NoPlà AGain pensa di coinvolgere anche qualche supermercato e creare dei progetti speciali con aziende sensibili a queste tematiche. “Siamo disponibile a collaborare con qualsiasi azienda che voglia partecipare a questa rivoluzione culturale del riutilizzabile contro l’usa e getta, insieme ce la possiamo fare”, chiosa Danilo Boni.

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