giovedì, Ottobre 22, 2020

IL SAPORE DEL MARE SALVERÀ LA BELLEZZA DI UN TERRITORIO

Economia Circolare
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Redazione EconomiaCircolare.com
[di Francesco Formisano]
La bellezza di un territorio può essere salvaguardata solo attraverso dei sani comportamenti. Le attività umane con dei piccoli gesti, possono valorizzare quel grande patrimonio che è l’ambiente

Sinossi

Tante volte ci siamo chiesti come si fa a spiegare il mare a chi non c’è nato. Il suo sbattere ripetutamente sulla battigia, scandito da un ritmo entusiasmante e passionale. Con la spiaggia a far da cornice, che assiste inerte a questo spettacolo della natura. Possibile che le spetti solo un ruolo da comprimaria? La risposta è senza dubbio negativa. Ogni componente che sia una risorsa naturale, ha una sua funzione vitale per l’ambiente e per l’essere umano. Il mare, il sole, le montagne e le rocce, costituiscono da sempre delle preziose risorse anche per le attività umane. Le strutture ricettive, tra le quali si annovera “ il Cannito”, un incantevole B&B affacciato sul golfo di Salerno, trovano in questi sinuosi elementi naturali il loro motivo di esistere. Proprio a tal fine, le aziende più oculate, ne cercano di mantenere immutate le caratteristiche,contribuendo a tramandare delle regole di pacifica convivenza con la natura che ne potranno ulteriormente esaltare lo splendore.

All’interno del Parco Nazionale del Cilento, patrimonio mondiale dell’umanità, e sin dall’antichità, custode di notevoli testimonianze storico artistiche, si trova l’azienda ricettiva “Il Cannito”. Sulla collina di Capaccio, in provincia di Salerno, all’interno di una incantevole atmosfera naturale, gli ospiti di questo rifugio si immergono in un viaggio nel tempo e nello spazio delle più svariate forme della meraviglia.

Le due antiche abitazioni in pietra che compongono la struttura, immerse in una folta macchia mediterranea, sono state sapientemente ristrutturate con l’intento di recuperarne il fascino originario, mantenendo inalterate quelle caratteristiche che rendono le tipiche costruzioni di campagna dell’Italia meridionale uniche nel loro genere.

Grazie alla straordinaria visione del capofamiglia Luigi Gorga, lungimirante già 40 anni fa, ed alla sua volontà di costruire delle esclusive strutture abitative, gli edifici sono stati restaurati nel pieno rispetto dei principi della bioarchitettura, impiegando cioè tecniche e materiali locali ed ecocompatibili, come la pietra calazio di Capaccio e il cotto artigianale. In questo modo è stato possibile rispettare le strutture originali che rimangono a testimoniare le antiche origini del luogo.

A questo intervento di recupero conservativo si affianca l’intento che da sempre anima l’attività: diffondere una cultura innovativa del turismo, tesa a valorizzare le risorse naturali anziché sfruttarle incondizionatamente. Un turismo sostenibile, eco compatibile, in contrapposizione allo sfruttamento di massa delle destinazioni più gettonate. Una sorta di eco turismo che porti il visitatore, con i giusti tempi e ritmi, a conoscere le bellezze infinite di un territorio talmente suggestivo che nei secoli addietro, ha fatto innamorare gli antichi greci e romani, proseguendo fino all’epoca moderna, dove è stato spesso decantato nei celebri viaggi del Grand Tour.

A tal proposito, la cucina rappresenta un notevole fiore all’occhiello del Cannito. Non poteva essere altrimenti, nella terra patria della celebre Dieta Mediterranea, che ancora appassiona studiosi e buon gustai. La scelta di proporre ai clienti i prodotti caratteristici del luogo, come la mozzarella di bufala Campana Dop, il fico bianco del Cilento o il semplice ma gustosissimo olio extra vergine d’oliva, si innesta proprio nella cultura del km zero e nella precisa volontà di valorizzare il territorio.

La natura, soprattutto da queste parti, ha impreziosito milioni di tavole, lasciando sempre un piacevole riscontro ai commensali. La cucina del luogo, sapiente nel dare sostanza anche ai piatti poveri, è un ottimo strumento per esaltare le particolarità locali, accompagnando i cittadini ad una scoperta dei gusti e degli usi di queste porzioni di terra, trasmettendo loro una cultura dell’alimentazione che vada ad impattare sempre meno sull’ambiente circostante.

A disposizione della struttura ricettiva, in un angolo di natura incontaminata, si trova un affascinante approdo sul litorale di Paestum, che quotidianamente accoglie i bagnanti e che offre agli stessi delle ampie possibilità educative e di svago. Per coloro che entrano all’eco village maremirtilli, l’attività principale sembra essere diventata il progetto di educazione ambientale che staziona al centro della struttura stessa. Antonella e gli altri soci/dipendenti infatti, oltre ai classici ombrelloni e sedie sdraio, accompagnate da un piacevole servizio di ristorazione e buona musica, hanno deciso di investire il loro spazio principale, e soprattutto le loro energie, per diffondere i principi di economia circolare di Ellen McCartur, sponsorizzare il manifesto della “fashion revolution” e tutta un’altra serie di attività tese ad un maggiore rispetto dell’ambiente.

La moda infatti, deve avere rispetto per le persone, per la natura e per la conoscenza, intesa come qualsiasi forma di cultura. Deve inoltre essere inclusiva, democratica, e ridare dignità alla catena di produzione. All’eco village maremirtilli sono convinti di queste potenzialità, ed hanno inteso sfruttare le relazioni umane che inevitabilmente si creano sotto i raggi del sole, per poter dare vita ad una virtuosa catena di valore nell’ambito del ciclo vitale dei materiali.

Capita che Antonella si trovi ad accogliere i clienti con dei bellissimi costumi ecosostenibili, realizzati dall’azienda “Casa gin”. Genuinità, innovazione e natura, infatti, sono alla base di questa realtà produttiva, la quale ha investito nel campo dell’abbigliamento in ottica bio. Costumi e prodotti intimo realizzati grazie a dei filati ricavati dalla pianta di eucalipto e dal legno di faggio. Così’ si raggiunge il duplice obiettivo di avere dei vantaggi per il corpo, con dei prodotti 100% naturali, ma soprattutto fiducia incondizionata verso la natura, capace di fornirci le materie prime di cui abbiamo bisogno.

Di recente è stato inoltre ospite presso la riserva naturale, l’artista Massimo Sirelli, il quale ha dato vita ad un innovativo laboratorio dedicato al riciclo dei robot. Con un’ampia partecipazione, soprattutto dei più piccoli, affascinati da questi metodi estrosi e ludici allo stesso tempo, dei nuovi vecchi robot, “orfani dello sviluppo industriale” hanno trovato nuova vita. Non più oggetti senza anima e destinati ad una discarica, ma piccoli grandi capolavori artistici in cerca di “nuova famiglia”.

Un altro mirabile esempio di riuso creativo in questa location, è stato offerto dall’artista Paola Mirai. Una designer di gioielli contemporanei, realizzati con delle parti estratti da oggetti tecnologici, e che danno vita a dei bracciali a dir poco sensazionali. Design del riuso, consapevolezza nel riciclo, educazione al recupero dei materiali con particolare vocazione ecologica, sono i concetti che vengono perpetuati alla comunità.

L’obiettivo del resort maremirtilli è creare un hub di prodotti e servizi ecosostenibili che possano conservare uno stile qualitativamente alto, avendo sempre il massimo rispetto per le ricadute sull’ambiente. A conclusione di questo approccio, si cela la precisa volontà di educare e costruire una comunità responsabile ed evoluta, affinché si posa diffondere una economia sociale a forte vocazione territoriale.

Riciclare non è solo un verbo, un’attività creativa e certamente utile, ma una vera e propria àncora di salvezza per la salvaguardia dell’ecosistema. Riciclo e recupero, sono dei sostantivi che ci potranno salvare dall’accezione negativa insita nel termine rifiuto, consci del fatto che attraverso una sapiente lavorazione delle materie prime e materie prime seconde, le attività umane sono capaci di incidere positivamente sul paesaggio.

Il cavallo di sabbia realizzato da Mimmo Palladino, rientrato recentemente “a casa” tra i magnifici templi di Paestum, è l’emblema di questa lieta novella. Una fine creazione artistica, creata con la sabbia del luogo, la quale torna nel territorio dove è stata concepita. Il nuovo che s’incastra nella storia e nel tempo, segno che i nostri piccoli gesti possono ancora lasciare il segno sul territorio, vera incommensurabile risorsa a nostra disposizione. 

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