sabato, Maggio 28, 2022

“Rinnovabili, i prossimi sei mesi saranno cruciali”. Il report dell’Agenzia Internazionale dell’Energia

"Nel 2021 la nuova capacità di generazione di energia elettrica da fonte solare, eolica e da altre fonti rinnovabili ha raggiunto un livello record in tutto il mondo": per l'Agenzia Internazionale dell'Energia le energie green possono farci uscire dalla dipendenza del gas russo. Ma serve la volontà politica

Potrebbe essere un punto di svolta, la giornata di ieri, per lo sviluppo delle rinnovabili in Italia. Nel giro di poche ore alcuni eventi hanno sancito la necessità di spingere sulle energie green, una necessità ribadita da anni da ambientalisti e comunità scientifica ma finora più perseguita a parole che non nei fatti da parte del nostro Paese. “Serve un aumento forte, più forte, degli investimenti nelle rinnovabili, la situazione di necessità di liberarsi dalla dipendenza del gas oggi è più forte”: così il presidente del Consiglio Mario Draghi, nel corso della conferenza stampa al termine dell’incontro con il presidente degli Usa Joe Biden. Parole nette che finora si erano concentrate sulla necessità di diversificare le fonti di approviggionamento, rimanendo comunque ancorati al gas. Il premier ora, invece, indica esplicitamente la strada delle rinnovabili.

Probabilmente lo fa in seguito anche alle indiscrezioni venute fuori dal piano RePower EU, il piano su cui l’Unione europea punta per “ridurre rapidamente la dipendenza dai combustibili fossili russi accelerando la transizione pulita e unendo le forze per ottenere un sistema energetico più resiliente e una vera Unione dell’energia”. Secondo un’anticipazione del Financial Times, Bruxelles prevede investimenti extra di 195 miliardi di euro da qui al 2027. Una cifra simile a quella prevista per il PNRR italiano. Con l’obiettivo, scrive ancora il FT, di “aumentare il target di energia pulita nel mix al 45% entro il 2030, invece dell’obiettivo attuale del 40%”.

D’altra parte il piano per uscire dalla dipendenza del gas russo si fa urgente. L’Europa ha spiegato che ci vorranno 5 anni. Ma i tempi si fanno sempre più stretti. Basti pensare che negli scorsi giorni l’Ucraina ha ridotto i flussi di gas dalla Russia. Ufficialmente perché si tratta di territori interessati dalla guerra ma, secondo alcuni analisti, l’obiettivo è di premere sull’Unione europea affinché smetta di importare petrolio e gas russo, finanziando così indirettamente la guerra mossa da Putin. Una situazione che si complica di giorno in giorno. Eppure lo scenario potrebbe evolvere in maniera positiva.

A dirlo è il report dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, anche questo reso noto ieri, incentrato esclusivamente sulle rinnovabili. Con qualche buona notizia che lascia ben sperare. Secondo l’AIE, infatti, “nel 2021 la nuova capacità di generazione di energia elettrica da fonte solare, eolica e da altre fonti rinnovabili ha raggiunto un livello record in tutto il mondo e crescerà ulteriormente quest’anno, in quanto i governi cercano sempre più di sfruttare i vantaggi delle fonti rinnovabili in termini di sicurezza energetica e di clima”.

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Sulle rinnovabili crescono Europa e Cina, calano gli Stati Uniti

Al netto della narrazione dominante per cui le rinnovabili da sole non bastano a soddisfare i bisogni energetici del mondo, le energie green continuano a crescere. I numeri forniti dall’Agenzia Internazionale dell’Energia sono impressionanti. “Nel 2021 il mondo ha aggiunto una capacità record di 295 gigawatt di nuove energie rinnovabili – si legge nel report – superando le sfide della catena di approvvigionamento, i ritardi nella costruzione e gli alti prezzi delle materie prime. Si prevede che le aggiunte di capacità globale salgano quest’anno a 320 gigawatt, pari a una quantità che si avvicinerebbe a soddisfare l’intera domanda di elettricità della Germania o a eguagliare la produzione totale di elettricità dell’Unione Europea da gas naturale.  Il solare fotovoltaico è destinato a rappresentare il 60% della crescita globale di energia rinnovabile nel 2022, seguito dall’eolico e dall’idroelettrico”.rinnovabili agenzia energia 1
La parte del leone la fanno soprattutto, pur con qualche distinguo, Europa e Cina. Se la prima, infatti, è ancora troppo dipendente dal gas russo – specie in Stati come Germania e Italia – la seconda ha consumi energetici mastodontici da soddisfare. “Nell’Unione Europea – si legge nel report dell’IEA – le aggiunte annuali sono aumentate di quasi il 30% fino a 36 gigawatt nel 2021, superando finalmente il precedente record di 35 gigawatt stabilito un decennio fa. La capacità aggiuntiva di energie rinnovabili commissionata per il 2022 e il 2023 ha il potenziale per ridurre significativamente la dipendenza dell’Unione Europea dal gas russo nel settore energetico. Tuttavia, il contributo effettivo dipenderà dal successo delle misure parallele di efficienza energetica per tenere sotto controllo la domanda di energia della regione”.

“Gli sviluppi del mercato energetico degli ultimi mesi – soprattutto in Europa – hanno dimostrato ancora una volta il ruolo essenziale delle rinnovabili nel migliorare la sicurezza energetica, oltre alla loro consolidata efficacia nel ridurre le emissioni”, ha dichiarato il direttore esecutivo dell’AIE Fatih Birol. “Ridurre la burocrazia, accelerare le autorizzazioni e fornire i giusti incentivi per una più rapida diffusione delle rinnovabili sono alcune delle azioni più importanti che i governi possono intraprendere per affrontare le sfide odierne della sicurezza energetica e del mercato, mantenendo viva la possibilità di raggiungere i nostri obiettivi internazionali sul clima”.

Migliorare si può, dunque, se a livello politico le energie rinnovabili diventano la priorità a livello politico e gli Stati garantiscono i giusti sostegni. È quello che è accaduto, secondo l’Agenzia, “in Cina, Unione Europea e America Latina, che sta più che compensando una crescita più lenta del previsto negli Stati Uniti. Le prospettive degli Stati Uniti sono offuscate dall’incertezza sui nuovi incentivi per l’eolico e il solare e dalle azioni commerciali contro le importazioni di fotovoltaico dalla Cina e dal Sud-Est asiatico”.

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I freni e le opportunità attorno allo sviluppo delle rinnovabili

Basta poco, a volte, a frenare gli entusiasmi. “In base alle attuali impostazioni politiche – precisa infatti l’Agenzia – la crescita globale delle energie rinnovabili è destinata a perdere slancio l’anno prossimo. In assenza di politiche più incisive, si prevede che la quantità di capacità di energia rinnovabile raggiunta a livello mondiale si stabilizzerà nel 2023, poiché i continui progressi del solare saranno compensati da un calo del 40% nell’espansione dell’energia idroelettrica e da pochi cambiamenti nelle aggiunte di energia eolica”.

La soluzione, tuttavia, è dietro l’angolo. “Le prospettive delle rinnovabili per il 2023 e oltre dipenderanno quindi in larga misura dall’introduzione e dall’attuazione di nuove e più incisive politiche nei prossimi sei mesi – si legge ancora – L’attuale crescita della capacità di energia rinnovabile sarebbe ancora più rapida senza le attuali sfide logistiche e della catena di approvvigionamento. Si prevede che i costi di installazione degli impianti fotovoltaici ed eolici rimarranno superiori ai livelli pre-pandemia per tutto il 2022 e il 2023 a causa degli elevati prezzi delle materie prime e dei trasporti, invertendo un decennio di costi in calo. Tuttavia, questi impianti rimangono competitivi perché i prezzi del gas naturale e di altri combustibili fossili alternativi sono aumentati molto più rapidamente”. Tra le energie rinnovabili è ancora il fotovoltaico a dominare, con la previsione che da solo nel 2023 raggiungerà i 200 gigawatt. Mentre qualche difficoltà comincia a riscontrarsi nell’eolico.

“La crescita del solare in Cina e in India sta accelerando, grazie al forte sostegno politico ai progetti su larga scala, che possono essere completati a costi inferiori rispetto alle alternative a combustibile fossile. Nell’Unione Europea le installazioni di impianti solari sui tetti da parte di famiglie e aziende dovrebbero aiutare i consumatori a risparmiare in seguito all’aumento delle bollette elettriche. Le incertezze politiche e le lunghe e complesse norme di autorizzazione impediscono una crescita molto più rapida dell’industria eolica. Dopo un crollo del 32% nel 2021, dopo le installazioni eccezionalmente elevate del 2020, le aggiunte di nuova capacità eolica onshore dovrebbero recuperare leggermente quest’anno e il prossimo. Le nuove installazioni di capacità eolica offshore sono destinate a calare del 40% a livello globale nel 2022, dopo essere state sostenute l’anno scorso da un enorme balzo in Cina, quando gli sviluppatori si sono affrettati a rispettare la scadenza dei sussidi. Ma le aggiunte globali sono comunque destinate ad aumentare di oltre l’80% quest’anno rispetto al 2020. Anche con l’espansione più lenta di quest’anno, alla fine del 2022 la Cina supererà l’Europa diventando il mercato con la maggiore capacità eolica offshore del mondo”.

C’è poi la partita dei biocarburanti, anche questa complicata dalla guerra. “Si prevede che la domanda continui a crescere, del 5% nel 2022 e del 3% nel 2023 – si apprende – Tuttavia, l’impatto dell’invasione russa dell’Ucraina ha contribuito a rivedere al ribasso del 20% la nostra precedente previsione di crescita dei biocarburanti nel 2022. Poiché i biocarburanti vengono miscelati con benzina e gasolio, gran parte della revisione al ribasso deriva dal rallentamento della domanda di trasporto, che è stata depressa da una combinazione di fattori, tra cui le crescenti pressioni inflazionistiche, l’indebolimento della crescita economica globale e le restrizioni alla mobilità imposte dalla Covid in Cina”.

Le conclusioni del report sono comunque incoraggianti. “In particolare, l’eolico e il solare fotovoltaico hanno il potenziale per ridurre la dipendenza del settore energetico dell’Unione Europea dalla dipendenza dal gas naturale della Russia entro il 2023. Si prevede che la capacità rinnovabile aumenti ulteriormente di oltre l’8% nel 2022, raggiungendo quasi 320 GW. Tuttavia, a meno che non vengano attuate rapidamente nuove politiche, la crescita rimarrà stabile nel 2023 perché l’espansione del solare fotovoltaico non può compensare completamente l’energia idroelettrica e i rallentamenti dell’eolico. In definitiva, le previsioni dei mercati delle rinnovabili per il 2023 e oltre dipenderanno dall’introduzione e dall’attuazione di nuove e più incisive politiche nei prossimi sei mesi”.

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