domenica, Maggio 9, 2021

“I DRS? Aumentano la qualità del riciclo e riducono l’inquinamento”. Intervista a Filippo Montalbetti (Tomra)

Ottimi risultati di raccolta, ottimi tassi di riciclo, ottima qualità della materia prima secondaria prodotta. Il vicepresidente dell'ufficio rapporti governativi di Tomra in Europa Centrale ci spiega il perché del successo dei sistemi cauzionali, in Europa e non solo

Raffaele Lupoli
Raffaele Lupoli
Direttore editoriale di EconomiaCircolare.com. Giornalista, si occupa di ambiente da un quarto di secolo. Ha diretto diverse testate, tra cui il settimanale Left e LaNuovaEcologia.it. Ha lavorato con Legambiente collaborando tra l’altro alla redazione del Rapporto Ecomafie, ha coordinato la redazione del periodico Rifiuti Oggi e il mensile La Nuova Ecologia. Si occupa di comunicazione politica e nel 2020 ha collaborato con il ministero dell’Istruzione sui temi della sostenibilità ambientale e innovazione sociale.

Da più di 45 anni Tomra offre tecnologie per la progettazione e l’attuazione di sistemi di deposito cauzionali (Deposit Return Systems, DRS). L’azienda leader globale nello sviluppo di sistemi per l’ottimizzazione dell’uso delle risorse intercetta ogni anno più di 40 miliardi di contenitori per bevande con i suoi 82.000 sistemi di raccolta automatizzata (RVM).

Alla luce dell’esperienza maturata sul campo, il mese scorso Tomra ha presentato il rapporto Rewarding Recycling – Learnings from the World´s Highest Performing Deposit Return Systems, un white paper che evidenzia le best practices e gli innumerevoli vantaggi che i DRS garantiscono nel processo di transizione verso un’economia circolare. Abbiamo chiesto a Filippo Montalbetti, vicepresidente dell’ufficio rapporti governativi di Tomra in Europa Centrale, di commentare con EconomiaCircolare.com le principali risultanze della loro analisi.

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Dalla vostra analisi dei sistemi più performanti al mondo emergono alcuni fattori chiave: ce li illustra? 

Il rapporto ha identificato quattro principi cardine e dodici elementi fondamentali che contribuiscono alla progettazione di un sistema di deposito capace di raggiungere altissimi livelli di raccolta e di riciclo. Intanto è evidente che per raggiungere risultati ottimali bisogna stabilire un obiettivo di raccolta per tutte le bevande immesse sul mercato e prevedere un valore del deposito adeguato. Il sistema poi deve essere conveniente, nel senso che gli utenti non devono trovare difficoltà ad accedervi e utilizzarlo. Altro elemento è la responsabilità del produttore: sono loro a dover finanziare il sistema attraverso i ricavi derivanti dalla vendita delle materie prime seconde raccolte, una tassa EPR (Extended producer responsibility, in italiano appunto responsabilità estesa del produttore, ndr) che sia eco-modulata e i depositi non riscattati. Infine, dobbiamo garantire che il sistema sia gestito in modo trasparente e centralizzato e che faccia affidamento su un processo di clearing dei dati ed una tecnologia di raccolta affidabile.

Veniamo alla diffusione dei sistemi DRS: quali sono i Paesi più all’avanguardia e quelli che si stanno affacciando oggi a questa soluzione?

I sistemi di deposito cauzionale si stanno velocemente diffondendo in Europa. Ad oggi abbiamo 10 sistemi attivi, prevalentemente nel nord Europa mentre ulteriori 12 Paesi hanno già stabilito l’introduzione del sistema entro i prossimi quattro anni. In questo contesto l’adozione della direttiva sulle plastiche monouso (SUP) la quale prevede, tra le altre cose, una raccolta separata delle bottiglie in plastica del 90% entro il 2029 (77% entro il 2025), ha fatto in modo che quasi la totalità dei paesi membri stia prendendo in considerazione l’introduzione di un DRS.

Attualmente infatti non ci sono esperienze di raccolta differenziata classica che garantiscono percentuali di intercettazione così alte e che permettono un riciclo a circuito chiuso (cosiddetto bottle to bottle) di alta qualità, garantendo allo stesso tempo una riduzione significativa del fenomeno del littering, ovvero la dispersione di rifiuti nell’ambiente.

I Paesi che si sono dimostrati fin da subito all’avanguardia in questo campo sono gli scandinavi Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca e Islanda dove il sistema di deposito è attivo ormai da decenni. Il mercato più vasto al mondo è invece la Germania, con i suoi 83 milioni di utenti. Le repubbliche baltiche Estonia e Lituania si sono dimostrate innovative nell’ambito dell’economia circolare e la gestione dei rifiuti raggiungendo risultati di raccolta per gli imballaggi di bevande estremamente significativi in pochissimo tempo.

Tra i Paesi che si stanno accingendo ad introdurre il DRS in Europa vanno menzionate la Slovacchia (gennaio 2022), la Lettonia (febbraio 2022), la Romania (marzo 2022), la Scozia (luglio 2022), il Portogallo (2022) e l’Irlanda (2022).

In questo ambito il sistema scozzese rappresenta uno dei modelli più all’avanguardia: il deposito sarà applicato sulla totalità delle bevande in commercio (latte escluso) ed il sistema di raccolta, attraverso la restituzione dei vuoti presso i rivenditori delle bevande stesse, prevede un’adesione totale su tutto il territorio nazionale.

I sistemi di raccolta automatizzata fanno crescere il riciclo degli imballaggi per bevande, anche nei Paesi dove i programmi di raccolta e riciclo raggiungono già percentuali molto elevate. Che ruolo ha la tecnologia nel raggiungimento delle performance elevate dei DRS?

Le tecnologie verdi e l’innovazione giocano un ruolo fondamentale nella transizione verso un’economia circolare. Questo vale in particolar modo per gli imballaggi, che devono essere gestiti all’interno di un circolo virtuoso che ne favorisca il riuso ed il riciclo.

I dati evidenziano che in svariati Paesi i programmi di raccolta e riciclo nel caso delle materie plastiche non sono sufficienti ed i tassi di recupero spesso stagnanti lo dimostrano. Per questo motivo, TOMRA sostiene pienamente l’ambizioso pacchetto sull’economia circolare dell’Unione europea, volto ad incoraggiare l’innovazione nella progettazione e nel design dei prodotti e ad incentivare i programmi di recupero – tutte iniziative che hanno dimostrato di poter aumentare la quantità e la qualità del riciclo.

In questo ambito i sistemi DRS dimostrano di incrementare i risultati della raccolta anche in Paesi con una lunga tradizione di gestione dei rifiuti. I sistemi di deposito attualmente attivi in Europa raggiungo una raccolta media del 91% degli imballaggi per bevande immessi sul mercato. L’esperienza internazionale dimostra dunque che questa è l’unica misura realistica per raggiungere i tassi di raccolta del 90% delle bottiglie di plastica, come richiesto dalla direttiva SUP.

I sistemi di deposito sono anche considerati come potenti promotori di un cambiamento comportamentale, aiutando i consumatori a visualizzare l’impatto tangibile delle loro azioni ambientali e premiandoli attraverso incentivi finanziari. Inoltre, i sistemi di deposito rappresentano un espediente concreto al fine di ottenere un’economia circolare passando da un approccio lineare dei consumi ad una cultura del riuso e del riciclo.

Tasso di restituzione e valore del deposito nei DRS con le performance migliori
Tasso di restituzione e valore del deposito nei migliori DRS. Fonte: Tomra

Che ruolo giocano i sistemi di deposito cauzionale nel contesto dei sistemi EPR?

Esperienze internazionali dimostrano che i sistemi di deposito cauzionale ed i sistemi Epr di raccolta differenziata sono complementari e dovrebbero essere implementati contemporaneamente. I sistemi di deposito rappresentano il mezzo più efficace per la raccolta, la selezione ed il trattamento dei contenitori di bevande per il riciclo o il riutilizzo, liberando al contempo preziose capacità per la raccolta e la selezione nell’ambito della raccolta differenziata degli altri imballaggi. Negli ultimi decenni questa sintonia tra i due sistemi, se implementati in modo coerente, si è dimostrata un successo senza pari per i consumatori, le imprese e l’ambiente.

Questa combinazione tra DRS e la raccolta differenziata previene la creazione di rifiuti, promuove il riuso e garantisce la massima quantità e qualità di riciclo. I risultati positivi ottenuti nei mercati in cui entrambi i sistemi esistono, insieme agli ambiziosi target di raccolta e riciclo voluti dall’Unione europea, stanno spingendo svariati governi ad introdurre nuove normative sui depositi.

Raccogliendo separatamente bottiglie e lattine, i contenitori per bevande vengono intercettati in modo sicuro e pulito. In questo modo si evita la contaminazione da altri tipi di rifiuti e si mantiene un alto livello di qualità che consente di ottenere da una bottiglia una nuova bottiglia attraverso il riciclo piuttosto che favorire la creazione di manufatti di qualità inferiore (cosiddetto “downcycling”). Questo ciclo chiuso riduce la dipendenza dalle materie prime ed i rifiuti che finiscono nelle discariche o dispersi in natura.

L’economia circolare è il risultato di una buona cooperazione tra politici e produttori che lavorano per garantire le giuste infrastrutture e gli elevati tassi di raccolta, e garantisce altresì un alto livello di purezza del materiale raccolto, che diminuisce lo sversamento di rifiuti negli oceani, nelle campagne e nelle discariche.

Obiettivi della direttiva Sup per le bottiglie di plastica per bevande

In diversi Paesi europei le organizzazioni ambientaliste si sono battute e si stanno tutt’ora battendo per l’adozione dei sistemi DRS. Che ruolo ha giocato il protagonismo e la consapevolezza della società civile in altri Paesi? E in Italia che ruolo può avere?

La quantità di rifiuti plastici presente nei nostri mari è in rapido aumento e, secondo la Fondazione Ellen MacArthur, entro il 2050 ci sarà più plastica che pesci nel mare. Numerosi studi dimostrano che oltre l’80% dei rifiuti negli oceani proviene da fonti terrestri e il 30% è composto da imballaggi per bevande. In questo contesto, i sistemi di deposito cauzionale sono considerati una misura efficace contro la dispersione di rifiuti nell’ambiente, in particolare nel contesto di bevande consumate fuori casa o on-the-go.

Questi dati hanno spinto nel corso degli ultimi decenni diverse organizzazioni della società civile a richiedere l’introduzione di un DRS per porre un freno all’inquinamento ambientale da plastiche. Il primo sistema di deposito per imballaggi monouso fu non a caso introdotto in Svezia negli anni ´80 in seguito ad un aumento esponenziale di dispersione nell’ambiente di lattine e bottiglie monouso. In questo contesto, le organizzazioni della società civile giocarono un ruolo fondamentale nel mantenere alta l’attenzione pubblica sulla problematica.

L’Italia ha più di settemila chilometri di coste, e rappresenta uno dei Paesi che, secondo l’ultimo rapporto dell’Iucn (International Union for Conservation of Nature, ndr), è tra i maggiori responsabili dello sversamento di rifiuti plastici nel mare. Il tema dell’inquinamento sta raccogliendo sempre più attenzione da parte delle organizzazioni della società civile e dei media e l’introduzione di un sistema di deposito può rappresentare uno strumento concreto ed immediato nella lotta a questo gravissimo problema.

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